L'Italia, nel 1500, presenta un doppio aspetto: politicamente è debole, artisticamente è splendida; difatti mentre politicamente è divisa in tanti stati regionali ( Republica di Venezia; Gran Ducato di Toscana; Regno delle due Sicilie; Stato della Chiesa. ) ed è divenuta un campo di battaglia delle maggiori potenze straniere (il re di Francia, Francesco I, e l'imperatore di Spagna, Carlo V), vanta un primato artistico e culturale per cui viene, giustamente, considerata, in Europa, maestra di civiltà.
Il movimento artistico, chiamato "Rinascimento", che trova il suo culmine nell'opera di Michelangelo verso la metà del '500, è preparato dagli scrittori e dagli artisti umanisti, che nel '400 avevano dato vita a quel fenomeno culturale ed artistico chiamato Umanesimo.
Un grande critico tedesco ha definito il rapporto che lega l'Umanesimo e il Rinascimento come quello che c'è tra il fiore ed il frutto, per dire che sono due aspetti di una stessa realtà.
Il termine Umanesimo deriva dal latino Humanae litterae , lo studio delle opere letterarie e filosofiche degli antichi, che portano alla comprensione dell' uomo e della sua humanitas.
Non si può comprendere il Rinascimento, se non si considera l'intenso amore per i classici latini e greci che portò gli umanisti a scoprire ed a tradurre le opere degli antichi, a scoprire il vero volto dell'arte classica, che, durante il Medio Evo, la Chiesa ed i barbari avevano offuscato.
Il Rinascimento esprime, dunque, il desiderio di far rinascere il vero volto dell'arte classicca; ed è da questa, infatti, che gli artisti rinascimentali ereditano l'ideale dell'armonia e dell'equilibrio, l'ideale dell'uomo inteso come sintesi di bellezza e di bontà ideale di armonia tra l'uomo e la natura, tra l'uomo e Dio, tra ragione e fede.
L'uomo si sente, infatti, al centro della creazione, quasi una divinità in terra, consapevole della libertà e della dignità, date a lui da Dio.
L'umanista Marsilio Ficino diceva che l'uomo ha in sé la capacità di innalzarsi fino agli angeli e di abbassarsi fino ai brutti . Da questa considerazione l'uomo deriva la fiducia in se stesso, la sicurezza di essere artefice del proprio destino e lo slancio che lo porterà verso nuove conquiste dalla scoperta dell'America alle scoperte scientifiche di Galileo e di Copernico.
Nella pittura, in particolare, il soggetto che domina è l'uomo e la conquista a cui tende l'artista è quella dello spazio (la prospettiva): si può prendere come esempio la scuola di pittura di Raffaello (Stanze vaticane).
Vastissima è la schiera di scultori, architetti, pittori e letterati di questo secolo: da Brunelleschi al Bramante, da Michelangelo al Palladio, da Raffaello a Tiziano è impossibile citarli tutti.
Il personaggio che simboleggia meglio il genio universale è senz'altro Leonardo ( 1452-1519 ) autore di bellissime opere d'arte (La Gioconda, La Vergine delle rocce, L'ultima cena), e di grandi intuizioni scientiche. E' l' iniziatore della fisica e del metodo sperimentale, poi completato da Galileo.
La crisi del Rinascimento si affaccia con il Manierismo nell'ultimo ventennio del '500 ed è dovuta anche alla crisi religiosa provocata dalla riforma letteraria, che ha infranto l'unità cattolica dell'Europa e spento l'ottimismo e la fiducia nella libertà e nell'uomo.
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