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Teresa Raquin
5822 letture | Invia un commento | Non ci sono commenti a questa ricerca.

Riassunto, personaggi e commento
Autore: Emile Zola
Edizione: Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A. - Milano 1991
Pagine: IV+240


Riassunto


Il libro racconta della tragica e crudele storia d'amore tra Teresa e Lorenzo.
Teresa, cresciuta dalla zia, ha vissuto tutta la sua giovinezza a fianco del cugino Camillo, costantemente malaticcio, piccolo, pallido e smunto, trattandolo come un fratello. Costretta dalle preoccupazioni della zia a sposarlo, diventa sempre più insofferente nei suoi confronti, a causa del suo carattere egoista e freddo, che lascia insoddisfatte tutte le sue pulsioni di donna giovane e desiderosa di indipendenza.
È per questo che appena entra nella vita di famiglia Lorenzo, vecchio amico di gioventù di Camillo, cresciuto in campagna, forte, robusto e vigoroso, ella se ne innamora. Da qui comincia un lento processo di seduzione, descritto con ampie esplorazioni della mente e dei pensieri dei due, che culmina con i primi incontri segreti in casa di lei.
Lorenzo, però incontra problemi legati al lavoro, che gli impediscono di continuare gli incontri con Teresa. Dopo un periodo di lontananza, i due prendono la decisione di sposarsi, per regolarizzare il loro rapporto, ché non potevano più stare lontani l'uno dall'altra. Ma per ottenere il loro scopo devono sbarazzarsi di Camillo, che, con l'inganno di una gita in barca, viene annegato nella Senna. Al delitto non hanno assistito testimoni, ed è facile far passare l'accaduto per un tragico incidente.
La finzione viene sapientemente portata avanti, e riescono senza difficoltà a convincere la zia a permettere il loro matrimonio, che viene celebrato qualche mese dopo. Ma in questi mesi, sia Teresa sia Lorenzo, sentono il terribile peso del delitto perpetrato, e trascorrono le notti nella paura, con allucinazioni e incubi, tutti riguardanti il defunto Camillo.
In un crescendo di terrore, il racconto continua, con toni miranti a spaventare e a
opprimere lo stesso lettore: anche dopo il matrimonio, lo spettro di Camillo non li abbandona mai, e li porta a litigare furiosamente in più occasioni, anche con percosse. Agli incubi notturni, si aggiunge il timore di essere scoperti e accusati dell'omicidio: la zia, infatti, ormai semiparalitica e muta, riesce quasi a farli scoprire.
Alla fine del romanzo, ognuno dei due decide di uccidere l'altro, per liberarsi dal legame sanguinoso che li unisce. Si scoprono a vicenda, si gettano in lacrime una nelle braccia dell'altro, e, di comune accordo, si tolgono la vita col veleno, sotto gli occhi trionfanti della vecchia zia, desiderosa di vendetta e punizione dei colpevoli, in un finale di stampo shakespeariano.


Personaggi principali


Teresa Raquin: giovane, non bella, forte, desiderosa di libertà, Teresa è la figura centrale del romanzo, la fonte di tutta la storia. Non esita all'atto dell'uccisione del marito, ma poi è lei stessa la prima vittima della profonda crisi che perseguiterà i due assassini fino al tragico finale. È un personaggio assai contraddittorio, con molti lati nascosti, non facile da capire a fondo. Sempre imperturbabile esteriormente, rivela, nella seconda parte del romanzo,
grande fragilità interiore.

Lorenzo: è l'appassionato amante di Teresa. Bello, grande, forte, spiritoso, Lorenzo è la figura che cambia la tetra vita di casa Raquin con la sua allegria e la sua vivacità. Anche lui, però, precipiterà nel vortice di orrore che segue l'omicidio di Camillo, anche lui perderà poco a poco la ragione, il controllo, ogni apparenza di vita normale, fino alla crisi che chiude il romanzo.

Camillo: brutto, piccolo, sempre malaticcio, Camillo è una figura senza dubbio deprimente e triste. Tuttavia, tutta la vicenda ruota attorno a lui, e il suo ruolo cambia: da vittima a carnefice, da assassinato a causa di morte, da personaggio insignificante e deriso a elemento temuto e rispettato. La sua presenza, immaginaria o meno, aleggia in tutto il romanzo, fino a portare alla follia Teresa e Lorenzo.

La signora Raquin: la vecchia zia di Teresa, è la vincitrice finale del romanzo, benché in tutta la vicenda abbia sempre recitato il ruolo della vecchia madre, affezionata al figlio tanto da opprimerlo col suo amore, persino, forse, un po' stupidita dall'età che cresce. Ma dopo la scoperta dell'assassinio ella comincia ad attirare le simpatie del lettore, con la sua forza interiore che cresce sempre di più, sotto forma di odio verso gli assassini di suo figlio, fino a portarla all'incredibile atto di riuscire, benché paralizzata, ad arrivare vicinissima a distruggere il gioco di Teresa, scrivendo sul tavolo con la mano, prima che le forze le venissero meno. Anche dopo quell'episodio, la vecchia mantiene una posizione di rilievo, perseguitando gli assassini con i suoi sguardi colmi di odio, fino al finale, che la vedrà lanciare sguardi trionfanti sui cadaveri di Teresa e Lorenzo.


Riflessione sul tempo, luogo e azione del racconto.


La vicenda si svolge a Parigi, presumibilmente a metà dell'Ottocento, e a Vernon, un paese di campagna, solamente come flashback.


Riflessioni sul registro stilistico utilizzato, sulla lingua e sul lessico.


La lingua utilizzata da Zola nelle descrizioni è volutamente mirante a opprimere il lettore con l'uso di parole inquietanti e evocanti lo scuro, lo sporco, la noia, l'angoscia, l'anonimità.
Il lettore si trova così circondato e disperso in un ambiente a lui non familiare come quello dei vicoli poveri di Parigi. Eppure il lessico utilizzato nei discorsi è sorprendentemente forbito ed elegante, assolutamente non congruente con una realtà familiare relativamente povera e incolta, introducendo così un'altra irreale discrepanza tra la logica e i fatti narrati.


Commento generale.


Il libro non è certo noioso, eppure non mi è piaciuto molto. È vero che pecca un po' di ripetitività, ma l'uso di questo continuo crescendo collabora a far sì che il lettore non molli il libro a metà. Tuttavia, il racconto riesce a ispirare un sottile disagio, che monta fino a una vera e propria oppressione; non è insomma una lettura facile, e alla fine si tira un grosso sospiro di sollievo: anche il lettore, come i due protagonisti, sente un po' il bisogno di essere liberato da un peso.


Scheda inviata da Jacopo liceo classico Milano

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